Le ondate di calore e la siccità estiva stanno mettendo a dura prova l'agricoltura italiana, sollevando molti dubbi su cosa dobbiamo aspettarci per le castagne e i marroni nei prossimi mesi. A fare chiarezza sulla situazione è Renzo Panzacchi, presidente del Consorzio Castanicoltori dell'Appennino bolognese e portavoce dei produttori dell'Emilia-Romagna.
Nonostante le temperature torride, i boschi mostrano un'ottima fioritura e alberi carichi di ricci. Tuttavia, la vera sfida in questo momento riguarda il meteo di settembre. Panzacchi sottolinea l'importanza delle precipitazioni per consentire la corretta maturazione dei frutti: «Se arriva la pioggia i frutti inizieranno ad ingrossare, i ricci ritarderanno la maturazione perché si abbasseranno le temperature.» Proprio rispetto ai ritardi a cui ci si era abituati negli ultimi anni, per questa stagione si stima un leggero anticipo sui tempi: «Rispetto al solito ritardo a cui ci siamo abituati quest'anno potremmo anticipare di una settimana-dieci giorni la raccolta, cosa che vorrebbe dire ritornare paradossalmente a una quasi normalità. Tradizionalmente la castagna inizia a formarsi a Ferragosto, poi questo processo va avanti fino ai primi giorni di ottobre.»
L'incognita principale rimane l'impatto della scarsità d'acqua sulla grandezza dei frutti. La mancanza di precipitazioni rischia infatti di ridurre la quota di calibri maggiori a favore di una pezzatura più ridotta: «Molto probabile che non avremo frutti di grossa dimensione come consuetudine, di solito la pezzatura più grande riguarda il 40% della produzione che ora potrebbe scendere al 30 o al 25%. Però almeno non è come l'uva, che con le temperature torride anticipa, il castagno e il marrone sono più protetti, hanno più margine di sicurezza da questo punto di vista.»
Nonostante le criticità legate alle dimensioni, arrivano rassicurazioni per i consumatori in vista dell'apertura delle sagre e dei mercati autunnali. Riguardo ai costi finali, Panzacchi rassicura che non ci saranno impatti drammatici sui listini: «L'anno scorso i produttori hanno ricevuto in media sui 4 euro e cinquanta al chilo. Ma nelle sagre i marroni di pezzatura più grande si rivendono anche a 10-12 euro al chilo. Non credo che ci saranno differenze sostanziali.»
Non resta che attendere le piogge di settembre per capire come si concluderà la maturazione nei boschi.



