Sabato, 25. May 2019 - 17:10

Story

Amianto nella vecchia piscina i cittadini esigono azioni che ancora non si vedono

Riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo

Dobbiamo nostro malgrado tornare sul problema del cemento amianto di via del Boschetto; i cittadini esigono azioni efficaci che ancora non si intravedono; la questione è ormai di vecchia data e non ripercorreremo in dettaglio tutti i passaggi; ad ogni buon conto:

 

  1. A nostro avviso il sito era nelle condizioni di “meritare” una bonifica già dal 2014, per non parlare del periodo precedente;

  2. Questa nostra valutazione, effettivamente, retroattiva quindi “discutibile” (se la vogliamo discutere…) non era evidentemente condivisa dalla Ausl che avallò la ipotesi che la situazione fosse accettabile ancorché da rivedere dopo tre anni; questo a partire dalla validazione di un parere tecnico espresso (24.7.2014)  da un soggetto abilitato a formulare valutazioni di questo genere; tuttavia facciamo notare che , almeno stando ai documenti da noi acquisiti, la valutazione riguardò solo uno dei tre manufatti edilizi (quello , tra i tre, privo di muri perimetrali completi) ; se esistono negli archivi Ausl o comunali valutazioni più esaustive chiederemmo, nuovamente, di acquisirle;

  3. Sulla base della predetta valutazione la Ausl, stante una certa asserita distanza da abitazioni civili (asserzione che non pare tenere conto della effettiva volatilità delle fibre di amianto), ha ritenuto che il sito potesse essere rivalutato dopo tre anni! Errore molto grave; se avallato metodologicamente dalle Linee guida regionali in materia ciò è da ritenersi una ulteriore aggravante in quanto la comunità scientifica, da decenni, considera i siti dismessi particolarmente a rischio e necessitanti comunque di  controlli ben più ravvicinati;

  4. Non ci risulta che il controllo a 3 anni (scadenza quindi il 28.8.2017) sia stato effettuato né ci pare che siano state effettuate valutazioni sulla tenuta statica degli immobili;

  5. A seguito delle nostre segnalazioni del giugno 2018  la Ausl ha tentato di effettuare un sopralluogo nel mese di luglio ma si è arrestata davanti al cartello indicante “proprietà privata”; condotta difficile da interpretate stante il potere di polizia giudiziaria degli operatori che per entrare nel sito hanno atteso il 9 settembre ed hanno constatato, in maniera chiara e inequivocabile, una situazione che necessitava di verifica statica entro 15 giorni e di bonifica integrale entro 90 giorni; questa indicazione-che quantomeno poteva essere datata già  luglio 2018-è stata trasmessa al Sindaco; la sottolineatura apparentemente puntigliosa del calendario è motivata anche dal fatto che la nostra associazione e i cittadini che hanno firmato una petizione popolare da noi proposta auspicavano una bonifica prima della prima nevicata dell’anno 2018 e prima di nuove ondate di forte vento…; alleghiamo due foto: una del sito innevato e una scattata in una altra area del territorio di Loiano, da cui si può desumere a quali livelli giunga la forza del vento (il che comunque si può facilmente appurare anche dai dati meteo) ; purtroppo l’appello lanciato dalla AEA e sottoscritto da numerosi cittadini residenti a Loiano non ha ancora sortito gli effetti auspicati per cui le escursioni termiche (fenomeno del crioclastismo) e il forte vento hanno incrementato e peggiorato  le dispersioni di fibre, come possiamo dedurre dalle evidenze della letteratura scientifica, senza bisogno di fare ogni volta campionamenti ambientali;  mentre le fibre volano nei polmoni o nei capelli delle persone le istituzioni evidenziano tutto il loro stato di paralisi; non è sufficiente infatti “fare qualcosa”, occorre, viceversa,  essere efficaci;  

  6. Evidentemente il comune di Loiano e la Prefettura danno al “fattore tempo” una importanza diversa da quella che diamo noi cittadini ; il comune , stante l’inequivocabile (anche se fortemente tardivo  imput della Ausl; diciamo tardivo nel senso che la storia comincia prima del 2014! ),  attende il 15 dicembre 2018  per emanare una ordinanza che tuttavia viene notificata al responsabile giuridico e proprietario del sito il 22 gennaio 2019 ! Nell’era della pec ci sono ancora zone in cui la velocità dei piccioni viaggiatori sarebbe da rimpiangere;  ordinanza che ventila possibili scenari di violazione degli articoli 650 e 677 del codice penale ; formalmente ineccepibile ma praticamente inadeguata ;

  7. Abbiamo argomentato- con chiarezza -come questa ordinanza costituisse una “perdita di tempo” fosse cioè non solo “inutile” ma controproducente in quanto indirizzata a soggetto che non parrebbe (ma le istituzioni avevano modo di non contare solo su una vox populi) in grado di ottemperare (per ragioni economiche);

  8. Interloquendo col dr. Pandolfi abbiamo fatto presente che imprenditori o soggetti in effettive difficoltà economiche non possono essere oggetto di ulteriori e poco sostenibili pressioni benché ricorra la condizione oggettiva di una bonifica urgente;

  9. DI FATTO ALLA SCADENZA DEI 15 GIORNI DALLA NOTIFICA DELLA ORDINANZA (come abbiamo detto DAL 15 DICEMBRE essa e’ stata effettivamente notificata il 22 gennaio) NON RISULTA ESEGUITA LA PRIMA PARTE DELLA STESSA,  CONSISTENTE NELLA VERIFICA della STABILITA’ DELLA STRUTTURA “AL FINE DI EVITARE ULTERIORE CADUTA AL SUOLO DI MATERIALI (vedi verbale Ausl del 9 settembre 2018); IN UNO DEI TRE MANUFATTI E’ PERALTO VISIBILE CHE ALCUNE LASTRE SONO DISANCORATE E SEMPLICEMENTE APPOGGIATE SUI BORDI PERIMETRALI DEI MURI ESPOSTE DUNQUE AL RISCHIO DI ESSERE SCARAVENTATE GIU’ DAL VENTO; AI BORDI DELLO STESSO MANUFATTO GIACE GIA’ DA TEMPO UN “TAPPETINO”  FRAMMENTI DI CEMENTO-AMIANTO…(vedi ancora il succitato verbale che parla di “pezzi già caduti al suolo”);

  10. LA SCADENZA DELLA PRIMA PARTE DELLA ORDINANZA E’ UNA CARTINA DI TORNASOLE; FA INTRAVEDERE ANCORA MEGLIO QUALE POSSA ESSERE L’EPILOGO COMPLESSIVO della VICENDA/ORDINANZA E RIPROPONE LA INCONGRUITA’ della ATTESA DI 90 GIORNI DALLA NOTIFICA PER VERIFICARE QUEL CHE ERA PREVEDIBILE E OVVIO DA MESI: che il destinatario non è nelle condizioni di ottemperare; cosa ci si attende dal ventilare il rischio di violazione di articoli del codice penale punibili anche con l’arresto? Che il destinatario della ordinanza chieda un mutuo di 20.00 euro ad una banca per ottemperare? E quale banca glielo donerebbe stante la scarsa empatia e magnanimità di detti istituti ? e non aggiungiamo altro; la perniciosa inerzia delle istituzioni ha indotto uno spreco enorme di tempo e di energie per una bonifica che si può effettuare con la risibile cifra prima citata !

Tutto questo ci induce a concludere che:

  1. Il tavolo da noi proposto alla Prefettura rimane una proposta pertinente e adeguata alla situazione NONOSTANTE IL RIFIUTO (immotivato) DELLA PREFETTURA DI CONVOCARLO ; tavolo che pure può contare sulla adesione già espressa del Dipartimento di sanità pubblica della Ausl ; abbiamo esternato in anticipo alla Prefettura le nostre previsioni sulla ordinanza già prima che fosse emanata, ma queste non sono state prese nella debita considerazione; 

  2. Occorre stringere i tempi  con un intervento pubblico di bonifica e successiva azione di rivalsa se e quando materialmente e “umanamente” possibile; 

  3. Non si deve subordinare la domanda di prevenzione e salute pubblica ai tempi di una burocrazia inutile, anzi controproducente; 

  4. Intanto si agisca immediatamente (nel corso della prossima settimana) con la prima fase—verifica statica- previo sopralluogo della Ausl anche al fine di aggiornare la situazione fotografata il 9 settembre 2018 che ha certamente subito un ulteriore degrado.

In questi ultimi giorni il sito è stato sede di attività lavorativa (segagione di legna) con accesso e transito di mezzi pesanti; ciò nonostante quanto “fotografato” dal verbale Ausl del 9 settembre ( caduta di materiali al suolo); pare evidente che il sito-fino a bonifica effettuata-debba essere inibito all’accesso e all’uso come luogo di lavoro sia per evitare vibrazioni  e scuotimenti sia per la sicurezza di chi dovesse entrarci senza l’uso di doppi (dispositivi di protezione individuale) ; questo  ci pareva implicito nella ordinanza del 15 dicembre ma visto che a qualcuno non è apparso sufficientemente chiaro riteniamo necessaria una presa si posizione delle autorità competenti e dunque a questo fine abbiamo allertato mercoledì 6 febbraio il servizio territoriale di medicina del lavoro .

I cittadini attendono e reclamano da anni la bonifica: è il momento di attuarla con urgenza.

Vito Totire, presidente nazionale AEA-associazione esposti amianto e rischi per la salute 

data pubblicazione: 
Domenica, 17. February 2019 - 20:20

Aggiungi un commento

Back to Top